La metropolitana di New York secondo Chanel
«La metropolitana di New York appartiene a tutti. È il luogo dove studenti e game-changer, statisti e adolescenti si incrociano, ognuno diretto verso una storia diversa.» Con queste parole Matthieu Blazy introduce la sua prima collezione Métiers d’Art come Direttore Artistico delle Attività Moda di Chanel.
La subway diventa metafora del fluire incessante della città e della moda stessa: un palcoscenico di incontri enigmatici, dove l’ordinario si trasforma in straordinario grazie al savoir-faire delle Maisons d’art.
Un cast cinematografico nella città che non dorme mai
La collezione si apre come un film: un coro gioioso di personalità — socialite e supereroine, teenager e signore eleganti, mamme in corsa e showgirl — tutte attraversate dallo sguardo cinematografico del designer.Perfino Coco Chanel compare, protagonista di un racconto che intreccia immaginario e realtà, glitter e asfalto. New York diventa così la co-star perfetta in un viaggio che spazia dagli anni ’20 agli anni 2020, dall’Art Déco all’eclettismo contemporaneo.
Paris meets New York: quando il savoir-faire incontra il pop
La collezione è un mosaico di epoche e stili, un dialogo serrato fra l’eccellenza artigianale di le19M e l’energia pop della Grande Mela.
Tra i momenti più iconici:
- Il “lingerie denim” ricamato con lavorazioni complesse, nuova frontiera del western couture.
- Un abito Art Déco d’archivio, rivisitato da Lesage con frange di piume firmate Lemarié, ultimo atto di una flapper moderna che lo indossa con pantaloni illusion.
- Il motivo della camicia maschile trasformato in tweed bouclé ispirato alle flanelle dei boscaioli.
- Gioielli-scultura: da cabochon di vetro “ice cube” a colibrì déco, fino alle minaudière a forma di noccioline smaltate, mele pop e ostriche con perla nascosta.
Ogni pezzo racchiude un segreto, un gioco, una piccola provocazione.
La fauna urbana di Chanel
Simboli mitici e animali metropolitani si intrecciano in un bestiario raffinato:
- La cat lady/cat woman si veste con un tweed leopardato realizzato a telaio da Lesage, magari completato da un cappellino Maison Michel.
- La donna dal tailleur Chanel nero porta una flap bag in pelle con scaglie dorate che imitano un alligatore.
- Un’inedita tulip skirt leopardata, dipinta a mano e frangiata petalo per petalo in giorni di lavoro artigianale.
- Un abito bias anni ’30, ricamato da Atelier Montex con un esercito scintillante di pesci Art Déco.
Ai piedi, gli intramontabili slingback Massaro — tra pelle di capretto e shearling maculato — ancorano il look alla storia della Maison.
Il ritorno a New York di Gabrielle Chanel
L’ispirazione originaria nasce dai viaggi di Gabrielle Chanel nella New York del 1931, prima e dopo Hollywood. Ma non fu l’élite uptown a influenzarla: fu la scena downtown, vivace e pop, ad affascinarla. Qui Mademoiselle scoprì come le donne reinterpretavano il suo stile con libertà e creatività — un omaggio spontaneo che la colpì profondamente.
Tornò in Europa rinnovata.
Da qui, il messaggio struggente e potente che chiude la collezione: Chanel ❤ New York.









