Dalla tessitura alla sartoria contemporanea, fino alle installazioni luminose: la quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza racconta un Made in Italy che conserva le proprie radici senza rinunciare all’innovazione.
Ci sono competenze che attraversano le generazioni e altre che trovano nuovi linguaggi per continuare a esistere. È proprio in questo dialogo tra memoria, manualità e futuro che si inserisce la quarta edizione del Premio Maestri d’Eccellenza, organizzato da Mestieri d’Eccellenza LVMH e dedicato alla valorizzazione dell’artigianato italiano.
LVMH, insieme a Confartigianato Imprese, Camera Nazionale della Moda Italiana e Fondazione Bvlgari, ha annunciato a Roma i quattro protagonisti dell’edizione 2026. La cerimonia si è svolta il 14 settembre al Bvlgari Hotel Roma, trasformando il riconoscimento in un momento dedicato non soltanto ai singoli talenti, ma a un patrimonio di competenze che rimane centrale nell’identità del Made in Italy.
Il premio distingue infatti differenti interpretazioni dell’eccellenza artigianale: l’esperienza maturata nel corso di una carriera, l’emergere di nuovi talenti e la capacità di innovare tecniche e conoscenze storiche attraverso una sensibilità contemporanea.
Carlo Colombo, la tessitura come patrimonio vivo

Il titolo di Maestro Artigiano d’Eccellenza 2026 è stato assegnato a Carlo Colombo di Tessitura la Colombina, realtà che affonda le proprie origini nel 1895.
Insieme a Mario, Colombo è co-titolare di un’azienda arrivata alla quarta generazione. Nata come filanda di seta, nel corso del tempo la realtà familiare si è evoluta abbracciando il telaio a mano, gli accessori e successivamente la maglieria.
Una trasformazione che non ha cancellato la matrice originaria dell’impresa: al centro rimane la volontà di conservare e tramandare un savoir-faire tessile costruito nel corso di oltre un secolo.
Lorenzo Seghezzi e una nuova idea di sartoria

A Lorenzo Seghezzi va invece il riconoscimento di Maestro Emergente Artigiano d’Eccellenza.
Fondato a Milano nel 2021, il suo brand porta la corsetteria all’interno di una ricerca sulla sartoria contemporanea, combinando costruzione manuale, sperimentazione tecnica e una lettura attuale del corpo.
Il corsetto supera così la propria dimensione storica per diventare elemento espressivo: una costruzione sartoriale che conserva la complessità della lavorazione artigianale, ma ne modifica codici e interpretazione.
Mirei Monticelli, quando l’artigianato incontra la luce

Il Premio Maestro dell’Innovazione d’Eccellenza è stato attribuito a Mirei Monticelli, autrice di sculture e installazioni luminose realizzate in banaca, fibra naturale derivata dall’abaca.
Il suo lavoro costruisce idealmente un ponte tra Filippine e Italia. La materia prende forma nelle Filippine attraverso la collaborazione della madre, stilista, con una comunità di tessitrici; il processo prosegue poi nello studio italiano dell’artista, dove Monticelli progetta e scolpisce ciascun pezzo.
È forse uno degli aspetti più interessanti dell’edizione 2026: l’artigianato non viene raccontato esclusivamente come conservazione di ciò che esiste, ma come terreno sul quale materiali, culture e tecniche possono produrre nuove forme.
La menzione speciale a Daniel Mauceri

La giuria ha inoltre scelto di assegnare una menzione speciale a Daniel Mauceri di Arte Pupara dal 1978.
Mauceri appartiene alla storica famiglia Vaccaro-Mauceri, da tre generazioni legata all’Opera dei Pupi siracusana. Nel suo laboratorio crea e restaura Pupi, statue sacre in cartapesta e gioielli ispirati alle decorazioni delle armature.
Sbalzo, cesello, modellazione e sartoria diventano gli strumenti attraverso i quali tecniche antiche continuano a essere praticate e reinterpretate. Il laboratorio assume inoltre una dimensione più ampia, riunendo teatro, museo, bottega e formazione.
Un premio che guarda alla continuità
Ai tre vincitori delle categorie principali è destinato un premio economico di 10.000 euro, da reinvestire nella propria attività, insieme a esposizione mediatica, fino a un anno di mentoring con professionisti della Maison Bvlgari e visite dedicate nei suoi stabilimenti per approfondire processi produttivi e savoir-faire. È prevista inoltre la possibilità di valutare eventuali collaborazioni tra la Maison e gli artigiani premiati.
L’iniziativa assume un significato particolare se inserita nel progetto più ampio di Mestieri d’Eccellenza LVMH, che riunisce oltre 110.000 talenti e più di 280 mestieri di savoir-faire nei campi della creazione, dell’artigianato e della customer experience. Dal 2014 il programma lavora anche sulla formazione delle nuove generazioni e sulla trasmissione delle competenze.
Per l’edizione 2026, inoltre, ciascuno dei nove artigiani finalisti è protagonista di un contenuto audio in stile podcast, nel quale sono gli stessi creatori a raccontare l’opera e il processo che ne accompagna la realizzazione.
Il risultato è un racconto dell’eccellenza che va oltre la celebrazione del gesto manuale. Perché preservare l’artigianato oggi significa soprattutto permettergli di evolvere: trasmettere tecniche, creare opportunità per una nuova generazione di professionisti e riconoscere che dietro il lusso, la moda e il design esiste ancora un patrimonio umano fatto di tempo, precisione e conoscenza.
Ed è proprio in questa capacità di trasformare la tradizione senza disperderne l’identità che il savoir-faire continua a trovare il proprio spazio nel contemporaneo.
