Posted on: Settembre 25, 2026 Posted by: Redazione Comments: 0

Los Angeles non è semplicemente lo sfondo della Roberto Cavalli Spring Summer 2027. È un’attitudine. Contraddittoria, seducente, eccessiva e impossibile da definire una volta per tutte.

Per la nuova collezione, intitolata “House of Prints – Le Muse a Los Angeles”, Fausto Puglisi guarda alla città californiana e alla sua capacità di essere contemporaneamente superficie e profondità, splendore e inquietudine. Sunset Boulevard, le freeway, i tramonti quasi fosforescenti e quell’immaginario americano fatto di libertà e ossessioni diventano il punto di partenza di una collezione che non cerca ordine. Cerca energia.

Fausto Puglisi riapre l’archivio Cavalli

Il passato c’è, ma non viene trattato come un esercizio nostalgico.

Fausto Puglisi torna agli eccessi degli anni Duemila e li porta nel presente, rileggendo l’archivio come qualcosa di vivo, capace di cambiare significato a seconda del momento in cui lo si osserva. È una scelta precisa: recuperare ciò che è autenticamente Cavalli senza trasformarlo in una semplice operazione revival.

Al centro torna inevitabilmente la stampa, elemento fondamentale nella storia della Maison. Roberto Cavalli nasce infatti come stampatore e proprio da questa origine prende forma un linguaggio che, nella SS27, passa dal denim personalizzato, tagliato e ricostruito fino alle sovrapposizioni di pattern provenienti da epoche e immaginari differenti.

Il risultato è volutamente irregolare: un caos studiato che diventa estetica.

Il corpo torna protagonista

Cavalli non ha mai avuto paura del corpo. E neppure questa collezione prova a nasconderlo.

I volumi stretch, quasi sportivi, seguono le forme e incontrano la leggerezza dello chiffon, più glamour ed europea. Due linguaggi apparentemente distanti che Puglisi mette nello stesso guardaroba, costruendo una femminilità libera da un unico modello di riferimento.

La parola chiave è libertà.

Non esiste una sola combinazione corretta. Essentials e separates sono pensati per essere mescolati, interpretati e ricostruiti da chi li indossa. Il concetto è semplice e forse proprio per questo efficace: vestirsi come si vuole.

45 look tra animalier, chiffon e denim

Sono 45 i look della collezione, costruiti attraverso incontri e contrasti.

La sottoveste Cavalli convive con lo slip dress; il top asimmetrico viene rotto e ricomposto; la morbidezza del sari incontra la precisione di un blazer di sartoria napoletana.

E poi ci sono le stampe, inevitabilmente.

Leopardo, tigre, tattoo, razza e motivi floreali attraversano devoré pittorici, satin pigmentati, chiffon crêpe, jersey stretch e drill. Il tulle stampato viene tagliato in strisce e successivamente riassemblato, mentre sul denim compare una stampa 3D trompe-l’œil arricchita da applicazioni.

Anche gli accessori riportano immediatamente dentro l’universo della Maison. Le calzature guardano apertamente agli anni Novanta, tornano i sabot gioiello e il serpente Cavalli, proposto sia con tacco sia flat. Gli occhiali scelgono la forma aviator, mentre dagli archivi ritorna la storica borsa Dea.

Cavalli non cerca di essere discreto. Ed è proprio questo il punto

La Spring Summer 2027 non prova ad addomesticare il DNA di Roberto Cavalli per adattarlo a un minimalismo più rassicurante.

Fausto Puglisi sceglie la strada opposta: stampa, corpo, desiderio, denim, animalier, trasparenze e glamour vengono lasciati convivere nella stessa immagine.

Los Angeles diventa così più di una semplice ispirazione. È il metodo della collezione: frammentata, luminosa, sensuale, a volte volutamente eccessiva.

In un momento in cui la moda continua a interrogarsi su quanto del proprio passato recuperare, Roberto Cavalli sceglie di non cancellarlo, ma di rimetterlo in circolo.

Perché l’archivio funziona davvero quando smette di essere memoria e torna a essere presente.

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