Posted on: Settembre 30, 2026 Posted by: Andrea Gobbin Comments: 0

Per la Summer 2027, Anthony Vaccarello porta Saint Laurent dentro una dimensione aurea, magnetica e quasi ipnotica. L’oro non è decorazione, ma linguaggio: avvolge gli archetipi della Maison, attraversa epoche e riferimenti e trasforma la luce in materia.

«Una luce brilla ancora più intensamente perché sappiamo che non può essere trattenuta. Ciò che passa, a volte, lascia più luce di ciò che rimane». È da questa riflessione di Anthony Vaccarello che prende forma la Summer 2027 di Saint Laurent.

Una dichiarazione che anticipa perfettamente il cuore della collezione: l’oro. Un colore profondamente legato alla storia della Maison e allo stesso Yves Saint Laurent, che ne riconosceva la qualità magica e la capacità di riflettere la donna come il sole.

Ma nelle mani di Vaccarello l’oro smette di essere semplicemente prezioso. Diventa ossessione visiva, materia narrativa e strumento attraverso cui esplorare ancora una volta il potere della ripetizione.

L’oro come linguaggio

Oro profondo, bizantino, pallido, rinascimentale, opaco, Art Déco, brunito, modernista e quasi brutalista. Vaccarello ne esplora ogni possibile declinazione, costruendo una successione di look nella quale il colore non si limita a sottolineare la silhouette: la conquista completamente.

Dal giorno alla sera, la luce attraversa la collezione e ne modifica continuamente la percezione. Il risultato è opulento, ma controllato; spettacolare, senza rinunciare a quel rigore che negli ultimi anni è diventato una delle firme più riconoscibili del Saint Laurent di Vaccarello.

È proprio in questo equilibrio tra disciplina e seduzione che la collezione trova la propria forza.

Gli archetipi Saint Laurent tornano al presente

Per la Summer 2027, Vaccarello guarda direttamente al vocabolario storico della Maison. Le saharienne, i trench, le bluse e le gonne portafoglio dell’epoca di Monsieur Saint Laurent dialogano con i codici introdotti dallo stesso direttore creativo: cappotti dalle spalle importanti, blouson voluminosi e completi corti e rigorosi bordati di pelliccia.

Non si tratta, però, di un esercizio nostalgico.

Vaccarello utilizza l’archivio come materia viva, riportando alcuni dei simboli più riconoscibili della Maison dentro una contemporaneità precisa. Quella che emerge è una nuova interpretazione della golden age di Saint Laurent, nella quale passato e presente sembrano sovrapporsi senza mai confondersi.

Materia, luce e savoir-faire

A rendere ancora più complesso il racconto intervengono i tessuti. Lamé, organza, pizzo guipure, mousseline, broccato, jacquard, cotone metallizzato e latex ricoperto di foglia d’oro modificano continuamente profondità e intensità del colore.

Ogni superficie reagisce diversamente alla luce e, look dopo look, costringe lo sguardo a riscoprire l’oro.

Ricami, lavorazioni gioiello e manipolazioni tessili evocano l’universo dell’haute couture, ma vengono ricondotti da Vaccarello a un guardaroba pensato per la donna contemporanea. L’artigianalità diventa così parte integrante della costruzione dell’immagine, non semplice virtuosismo.

Dall’oro al nero

Anche gli accessori partecipano a questa tensione tra minimalismo e opulenza. Orecchini monumentali in filigrana gioiello e calzature costruite attraverso catene metalliche dorate, appoggiate su tacchi sinuosi che richiamano la forma di un serpente, introducono quella componente di seduzione e pericolo da sempre inscritta nell’immaginario Saint Laurent.

Poi, nel finale, tutto cambia.

L’oro cede progressivamente il posto al nero. Se il primo riflette la luce, il secondo la assorbe. Un completo in velluto con bottoni gioiello riafferma immediatamente il codice YSL, prima che tre abiti da sera neri, costruiti con maggiore libertà e movimento, chiudano la collezione richiamando anche le radici belghe di Vaccarello.

È un finale che riporta al punto di partenza: alla luce, alla sua presenza e alla sua inevitabile transitorietà.

Con Saint Laurent Summer 2027, Anthony Vaccarello non utilizza dunque l’oro per celebrare semplicemente il lusso. Lo trasforma in un dispositivo creativo attraverso cui rileggere la memoria della Maison. Il patrimonio di Yves Saint Laurent viene attraversato, trasformato e riportato nel presente, mentre la luce diventa il filo invisibile che unisce silhouette, materiali e gesti.

Perché, in fondo, ciò che brilla non deve necessariamente restare per lasciare un segno.

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