Posted on: Settembre 27, 2026 Posted by: Redazione Comments: 0

Alla Milano Fashion Week, Marco Rambaldi porta in passerella “Amor senza pretese”, una Primavera Estate 2027 che trasforma la dimensione domestica in un atlante emotivo. Tra Virginia Woolf, Lisetta Carmi, Nan Goldin e l’ironia di Casa Vianello, la moda racconta l’intimità come gesto di libertà.

C’è una casa che protegge e una casa che espone. Una casa in cui rifugiarsi, ma anche uno spazio da cui partire per capire chi siamo e decidere chi vogliamo diventare.

Per la Primavera Estate 2027, Marco Rambaldi costruisce proprio attorno alla dimensione domestica il suo nuovo racconto. Presentata a Milano il 26 settembre, la collezione nasce dall’idea della casa come rifugio, atlante emotivo e luogo dinamico nel quale relazioni, identità e desideri possono prendere forma.

Il punto di partenza è Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf: la stanza come spazio necessario per trovare e affermare la propria voce. Rambaldi ne ribalta però la dimensione privata per trasformarla in qualcosa di contemporaneo, queer, erotico e soprattutto condiviso.

Una nuova grammatica dell’intimità

L’intimità della SS27 non è perfetta né costruita per essere semplicemente osservata. È vissuta.

Nel racconto entrano le immagini di Lisetta Carmi e Nan Goldin, riferimenti attraverso i quali emergono dignità, marginalità, dipendenze affettive, famiglia scelta e quella dimensione quasi diaristica che appartiene agli spazi più privati della vita.

Camera da letto, bagno e salotto diventano così scenari emotivi prima ancora che domestici.

Twin set, slip dress, cardigan, foulard e piccole borse raccontano il rituale del prepararsi prima di uscire e mostrarsi al mondo. Vestirsi non significa travestirsi: significa trovare una forma di protezione e, allo stesso tempo, rivendicare il proprio diritto a esistere.

Il corpo entra nella collezione senza bisogno di essere perfetto. Top doppi decostruiti, longsleeve trompe-l’œil con canotta e gonne che sembrano catturare il gesto della svestizione restituiscono l’immagine di una fisicità vissuta, imperfetta, reale.

Quando la casa diventa festa

Ma la casa di Rambaldi non è soltanto rifugio.

È anche festa, calore, movimento. Le bluse e gli abiti sottoveste balloon in crêpe de Chine accompagnano il corpo, mentre persino il gesto quotidiano di arrotolarsi le maniche diventa parte della narrazione: la temperatura della stanza cresce insieme agli affetti di chi la abita.

Ed è proprio qui che l’immaginario si sposta verso un riferimento sorprendentemente pop: Casa Vianello.

La casa borghese di Sandra e Raimondo, nella quale la dimensione privata diventava spettacolo pubblico, offre a Rambaldi lo spunto per rileggere con ironia alcuni codici classici. La giacca da tailleur in bouclé e i twin set in maglia vengono sovvertiti, mentre la stampa “panni stesi” porta letteralmente l’intimità fuori dalle mura domestiche, mettendola in dialogo con il mondo.

Crochet, denim e pareti che diventano abiti

Anche i materiali attraversano un processo di trasformazione.

Il crochet si aggrappa al denim e affiora attraverso gli strappi; elementi apparentemente ordinari della casa vengono ingranditi e portati sul corpo. Le carte da parati floreali si trasformano in stampe su mesh e raso, mentre la maglieria jacquard goffrata restituisce tridimensionalità a un immaginario domestico che perde qualsiasi connotazione nostalgica.

Il recupero del crochet vintage e della pelle diventa parte di un linguaggio nel quale memoria e contemporaneità convivono, mentre fiori intrecciati e ricamati costruiscono nuove superfici.

Una famiglia scelta

A fare da cornice alla collezione sono le stanze di Palazzo Turati, aperte da Istituto Marangoni Milano a un casting composto dalla community plurale e queer del designer.

È qui che il concetto di casa assume forse il significato più potente dell’intera collezione: non un luogo di chiusura, ma uno spazio nel quale la famiglia scelta può esistere, prepararsi, guardarsi, riconoscersi e infine uscire nel mondo.

Un sentimento spontaneo e viscerale attraversa inoltre il caratteristico punto pizzo a cuori e arriva fino agli amici a quattro zampe, protagonisti di disegni che compaiono su T-shirt, camicie e foulard.

Le collaborazioni della SS27

Il racconto si amplia attraverso una serie di collaborazioni.

Mionetto entra nell’universo Rambaldi con una capsule dedicata e con la presenza del Prosecco durante l’evento.

Con Furla, invece, il dialogo passa attraverso artigianalità italiana, design e senso di comunità. In passerella compaiono alcune borse iconiche della maison bolognese, tra cui Lynette, silhouette d’archivio reinterpretata in occasione della Milano Fashion Week.

A completare i look è la collaborazione con Testoni, composta da due modelli di scarpe e due borse: un incontro che riporta idealmente la storia sotto i portici di Bologna, unendo due realtà profondamente legate al territorio e al sapere artigianale.

Nel backstage, infine, Braun Household accompagna la preparazione dei look con la propria gamma dedicata allo stiro e agli ultimi ritocchi prima della passerella.

Amor senza pretese

Rambaldi chiude così il cerchio con “Amor senza pretese”.

Una dichiarazione che attraversa l’intera Primavera Estate 2027 e che parla di una domesticità intima ma politica, fragile e allo stesso tempo vitale.

La casa non è più soltanto il luogo nel quale tornare.

Diventa rifugio, palcoscenico quotidiano, archivio personale, spazio del desiderio e luogo di liberazione.

E forse è proprio questo il messaggio più interessante della SS27 di Marco Rambaldi: prima di uscire nel mondo bisogna avere almeno una stanza, fisica o emotiva, nella quale sentirsi finalmente liberi di essere.

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