Posted on: Gennaio 17, 2026 Posted by: Redazione Comments: 0

Nel cuore più colto di Milano, all’interno del suggestivo salone principale di Palazzo Barozzi, Church’s svela la sua collezione Autunno–Inverno 2026, dando vita a un’esperienza che supera il concetto di presentazione moda per trasformarsi in un racconto sensoriale. Un dialogo profondo tra musica, gesto umano e savoir-faire artigianale, dove ogni dettaglio risuona come una nota perfettamente accordata.

L’ispirazione nasce dall’universo musicale: non come semplice riferimento estetico, ma come metafora del lavoro artigiano, fatto di disciplina, precisione e passione. Gli ospiti vengono accolti nello studio immaginario di un maestro, uno spazio intellettuale e creativo che riflette l’anima di Church’s: un luogo dove il tempo rallenta e l’eccellenza prende forma attraverso il gesto.

A scandire il percorso, una raffinata architettura sonora curata dal musicista sperimentale Ruggero Pietromarchi, affiancato da tre interpreti che accompagnano l’esperienza come movimenti di una composizione colta e contemporanea. La viola da gamba di Renato Grieco, le percussioni ancestrali di Riccardo La Foresta e la chitarra elettrica a otto corde di Agnese Menguzzato costruiscono un paesaggio sonoro sospeso, capace di evocare l’atemporalità del suono e del gesto umano. 

Sinfonia I: Sunday Morning & Regent – Rêverie di campagna

L’ouverture è affidata alla collezione Sunday Morning, audace reinterpretazione dell’iconico sandalo Church’s, qui rivisitato con un deciso spirito invernale. Il suede cerato e le tre varianti iconiche in lana — tweed chevron, tartan e knickerbocker — raccontano un nuovo equilibrio tra comfort e carattere, tra tradizione e contemporaneità.

Accanto, la famiglia Regent incarna l’eleganza rilassata del giovane gentiluomo di campagna. Costruiti sulla solida forma 133 Country, i modelli in pelle e suede fondono spirito outdoor e raffinata discrezione. Emblematico lo stivaletto Shefford, con la sua suola robusta e la mascherina realizzata a mano con cuciture a vista: un manifesto di artigianalità autentica, perfettamente a suo agio tanto nella natura quanto nel contesto urbano. 

Sinfonia II: New Formal – Armonia decostruita

Con New Formal, Church’s racconta un nuovo gentiluomo: consapevole della tradizione, ma libero di reinterpretarla. Le silhouette si fanno più morbide, destrutturate, pur mantenendo una cura impeccabile dei dettagli. È una formalità che non ingabbia, ma accompagna.

Spiccano la delicata brogatura dello stivaletto Sidley, la linea pulita e contemporanea dello Stanhope, nuovo punto di riferimento tra gli stivaletti Chelsea, l’eleganza equilibrata della derby Sidbury e la raffinatezza intramontabile della oxford Skipton. Modelli che parlano di heritage e innovazione con la stessa voce, misurata e autorevole. 

Sinfonia III: Royal – Essenziale sublimazione

Il crescendo finale è affidato alla selezione Royal, apice di un lusso misurato e consapevole. Linee pulite, proporzioni impeccabili, materiali d’eccezione: ogni elemento è ridotto all’essenziale per esprimere la massima raffinatezza.

Il Prince, monkstrap di grande eleganza, e il Duke, oxford con cucitura rovesciata, condividono una suola in cuoio con finitura sfumata bicolore, dettaglio che racconta una cura estrema e una visione contemporanea del lusso. I pellami, luminosi e profondi, elevano le forme classiche con una nuova intensità visiva, rendendo ogni passo un gesto di stile consapevole. 

Un’eredità che risuona nel presente

La collezione Autunno–Inverno 2026 di Church’s si compone così come una triplice melodia di sofisticazione, capace di fondere l’eredità storica della maison con una visione attuale, colta e vibrante. Calzature che non seguono il tempo, ma lo attraversano, trasformandolo in stile.

Un racconto dove l’artigianalità diventa musica, e il lusso — quello autentico — si manifesta nel silenzio perfetto di un dettaglio eseguito alla perfezione.

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