Posted on: Novembre 27, 2025 Posted by: Andrea Gobbin Comments: 0

Nella cornice neoclassica di Palazzo Bovara, il cuore pulsante dell’eleganza milanese ha accolto la presentazione ufficiale del Distretto del Cashmere di Yulin, una delle realtà industriali più avanzate e dinamiche della Cina nord-occidentale. Un incontro istituzionale seguito da un fashion show che ha messo sotto i riflettori la straordinaria qualità della filiera del cashmere cinese, con la partecipazione speciale della designer Gioia Pan, maestro indiscusso della maglieria che intreccia artigianalità manuale e fibre funzionali.

Definita il “Kuwait della Cina” per la ricchezza delle sue risorse energetiche e per un ritmo di crescita inarrestabile, Yulin arriva a Milano con una missione chiara: costruire ponti, attivare collaborazioni con il settore moda internazionale e amplificare la portata globale di un distretto che sta ridisegnando gli standard della lana e del cashmere.

Yulin: un distretto che unisce ricerca, sostenibilità e artigianalità

Il Distretto del Cashmere di Yulin rappresenta oggi una filiera completamente integrata che parte dall’allevamento e arriva al prodotto finito. Un modello virtuoso che combina innovazione tecnologica, visione green e know-how artigianale. Le aziende protagoniste — tra cui Yingguo Industrial, Yulin Munsell Clothing, Yulin Eirenmei e la rinomata Yulin Sheep Leader Brand Clothing Operation — formano un ecosistema produttivo che si distingue per eccellenza tecnica e capacità industriale.

Con quasi 10 milioni di capre da cashmere e oltre 3.000 tonnellate di fibra prodotte ogni anno, Yulin è oggi un punto di riferimento mondiale. La preziosa “Capra da Cashmere Bianca dello Shaanxi Settentrionale” fornisce fibre finissime, inferiori ai 15,8 micron e con punte eccezionali sotto i 14,5 micron, caratteristiche che ne fanno una materia prima ricercatissima dai brand del lusso.

Un distretto leader che guarda al futuro

Con un PIL che nel 2024 ha raggiunto 754,868 miliardi di yuan, Yulin è oggi la città non capoluogo più competitiva della Cina centrale e occidentale. La sua leadership non riguarda solo il cashmere: la municipalità sta accelerando su clean energy, economia a bassa quota, nuove tecnologie e trasformazione industriale, sostenuta da colossi come Tonghai Cashmere e Hongtai Group.

Il settore moda, però, resta il suo fiore all’occhiello. Yulin produce ogni anno 16 milioni di capi in lana, pari a oltre il 75% del mercato cinese, conquistando anche le passerelle internazionali — dalle Olimpiadi invernali di PyeongChang alle fashion week globali.

Italia–Cina: un dialogo che si rafforza

La presentazione milanese è stata anche un’occasione simbolica di avvicinamento culturale tra Italia e Cina. La presenza del Vice Sindaco di Yulin, He Xiangru, e della delegazione istituzionale è stata affiancata dall’intervento del Cavaliere Mario Boselli, Presidente della Fondazione Italia Cina, figura chiave nel consolidare le relazioni economiche e culturali tra i due Paesi.

Con una posizione geografica strategica — crocevia tra Shaanxi, Gansu, Ningxia, Mongolia Interna e Shanxi — e una superficie di 42.900 km², Yulin si conferma un polo industriale moderno e visionario, capace di coniugare sviluppo economico, sostenibilità e leadership globale nella produzione di cashmere.

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