Posted on: Dicembre 24, 2025 Posted by: Andrea Gobbin Comments: 0

Questi sono i miei auguri di Natale.
Pensati per questo tempo sospeso, in cui l’anno rallenta e il bisogno più grande non è fare, ma sentire.

Immaginatelo così: un treno che parte piano, senza fischiare, come se non volesse disturbare la magia. Dentro è caldo, profuma di cioccolata densa, quella vera, e su ogni sedile c’è una coperta piegata con cura, come se qualcuno avesse pensato a ciascun passeggero uno per uno.

Fuori la neve cade lenta. Dentro il tempo si ferma.

Nessuno parla ad alta voce, non per tristezza, ma per rispetto. Come quando sai che stai entrando in qualcosa di prezioso. Il treno attraversa boschi illuminati da piccole luci dorate, case di legno con i camini accesi, paesaggi che sembrano salutare al passaggio, certi che tornerai.

Qualcuno distribuisce tazze fumanti senza chiedere nulla in cambio. Un bambino disegna stelle sul vetro appannato. Qualcun altro legge un libro che non finisce mai, perché sorride a ogni pagina. Tutti sono lì per lo stesso motivo, anche se nessuno lo dice: ricordarsi com’è sentirsi al sicuro.

Quando il treno rallenta, il cielo cambia colore. Non è più notte, non è ancora giorno. È quella luce che esiste solo a Natale, quando tutto sembra possibile ma nessuno ha fretta di dimostrarlo.

La destinazione non ha un nome sulla mappa. È un luogo fatto di finestre illuminate, passi lenti, campanelli che suonano piano al vento. Qui nessuno corre. Qui ci si riconosce senza spiegazioni.

Scendendo, ognuno riceve una piccola scatola. Dentro non c’è nulla di prezioso, se non un messaggio semplice:
Questo è il posto dove puoi restare così come sei.”

Ed è allora che diventa chiaro: questo viaggio non serve ad arrivare lontano.
Serve a tornare.

A chi mi legge, auguro un Natale così.
Un Natale che scaldi, che accolga, che rallenti.
Un Natale che sappia aspettare.

Buon Natale. 🎄✨

Andrea Gobbin

Direttore Editoriale

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