Posted on: Dicembre 30, 2025 Posted by: Redazione Comments: 0

In un’epoca che ci chiede costantemente di performare, migliorare, dimostrare, HypnoInFlow© nasce come un gesto controcorrente.

Non promette risultati, non impone obiettivi, non chiede di essere “bravi”.

Invita, piuttosto, a tornare.

Tornare nel corpo.

Nel sentire.

In quello spazio sottile dove il controllo si ammorbidisce e la coscienza si espande.

Ideato da Valeria Bonalume, performer internazionale e ricercatrice del linguaggio corporeo, HypnoInFlow© è un metodo vivo che unisce lavoro corporeo, stati di flow e tecniche ipnotiche in un’esperienza profonda di presenza. Non è una pratica da osservare, ma da attraversare. Non è una performance, ma un incontro.

Con sé stessi.

Intervista a Valeria Bonalume

Valeria Bonalume, Ph: Marco Onofri

Il corpo come soglia di accesso

Nel tuo percorso il corpo non è mai stato solo strumento estetico o performativo, ma una vera soglia di accesso alla coscienza. Quando hai compreso che il movimento poteva diventare un linguaggio capace di dialogare con l’inconscio — e non solo con lo sguardo di chi osserva?

Penso di averlo sempre saputo dentro di me, è quella luce che hai e che ti riporta comunque sempre a casa. Fin da bambina ho scelto il linguaggio del corpo, del movimento e dell’espressione emotiva: dalla ginnastica ritmica alla danza, fino alla pole dance a livello internazionale come campionessa.

Negli ultimi anni ho vissuto palchi e sale prove, spazi che non ho mai percepito come una rinuncia, ma come necessità e con una visione ampia.

Ho sempre avuto uno sguardo curioso e di ricerca, e non mi sono mai sentita “arrivata”: non per mancanza, ma per traboccamento, per quella spinta interiore che non mi ha mai abbandonata. La mia natura è sempre stata quella di evolvermi.

Quello che ho sempre saputo, dentro di me, è che c’era qualcosa di più del solo movimento esteriore: la vera energia nasceva dall’interno. Il corpo, il gesto, la danza erano strumenti per esprimere ciò che già viveva dentro di me, un dialogo con le emozioni, con il vissuto, con l’inconscio.

Questa consapevolezza si è rafforzata quando mi sono imbattuta nel mondo dell’ipnosi, un anno fa. Senza ricerca precisa, ma in modo naturale, ho compreso qualcosa di profondo: avevo sempre vissuto stati di coscienza alterata attraverso il mio lavoro.

La danza, la musica e il ritmo sono da sempre strumenti di trance. Sul palco entro in uno stato di flow, in cui tutto accade senza sforzo: puro piacere, pura presenza, abbondanza.

Con un background radicato nel corpo, come performer e insegnante, è stato naturale che da questa consapevolezza nascesse HypnoInFlow©️, dove unisco lavoro corporeo, tecniche ipnotiche e ciò che mi appartiene profondamente. Ma non è l’ipnosi il centro: è il modo in cui il corpo entra nello stato di presenza e come l’esperienza prende vita.

Non è più performance: è presenza. È riempire ogni lato di sé, stare nel momento senza sforzo, senza giudizio, senza aspettative. Solo essere.

Il corpo è la soglia, e da lì nasce questa esperienza che vive nel flow, con una struttura che prende vita nel momento, nella persona, nello spazio tra conscio e inconscio.

Ed è lì che accade il dialogo.

Valeria Bonalume ph. Sandro Brant

Dalla performance alla presenza

HypnoInFlow© nasce dichiaratamente lontano dall’idea di performance: non serve saper danzare, non c’è nulla da dimostrare. Per chi ti conosce come performer internazionale, questo passaggio è potente. Che cosa hai dovuto “lasciare andare” tu per prima per creare uno spazio in cui la presenza contasse più della forma?

HypnoInFlow©️ nasce come uno spazio in cui non si performa. E per me, che ho costruito tutta la mia vita sulla performance, questo ha significato fare esattamente l’opposto di ciò che avevo sempre fatto.

C’è stato un lavoro intenso di passaggio, in cui ho perso un’identità: non per reinventarmi, ma per permettere a una nuova forma di emergere, portando con me tutto il mio background come patrimonio, non come definizione.

A un certo punto ho compreso che non si trattava davvero di lasciare andare, ma di riconoscere qualcosa che c’era sempre stato: passione, coraggio e presenza.

Prima di essere una performer, sono una donna, un essere umano che attraversa emozioni e le trasmette attraverso il corpo.

Qui la presenza non serve a dimostrare, né a riempire una mancanza. È l’opposto: è un corpo che si abita, che si riconosce pieno, che non ha più bisogno di eseguire per esistere.

Ed è così che oggi porto avanti i miei progetti artistici, oltre a HypnoInFlow©️, come performer e modella. Non mi sono abbandonata, ma trasformata.

L’ipnosi come stato naturale

Nel progetto HypnoInFlow© l’ipnosi non viene presentata come tecnica invasiva o clinica, ma come uno stato naturale di ascolto profondo, che tutti attraversiamo. Come accompagni le persone a riconoscere questo stato senza forzarlo, e perché oggi è così rivoluzionario imparare a fidarsi di ciò che accade dentro il corpo?

In HypnoInFlow©️ l’ipnosi è uno stato che già conosciamo: quello in cui il tempo cambia qualità, l’attenzione si fa morbida e il corpo diventa più intelligente della mente.

Accompagno le persone attraverso il ritmo, la ripetizione, il respiro e il movimento continuo, elementi ancestrali che permettono all’ascolto profondo di emergere senza sforzo.

Non c’è forzatura, perché l’inconscio non risponde al controllo, ma alla fiducia. Abbiamo già tutto dentro di noi.

Imparare oggi a fidarsi di ciò che accade nel corpo è rivoluzionario perché noi lo abitiamo, ma spesso non lo ascoltiamo. Eppure, il corpo comunica costantemente tutto il nostro mondo interiore: emozioni, blocchi, tensioni, disarmonie.

In HypnoInFlow©️ non c’è nulla di clinico o invasivo: si tratta di togliere il giudizio e permetterci di andare naturalmente dove già sappiamo.

Anche se non accade nulla, va bene uguale. È l’inizio di un nuovo sentire.

Valeria Bonalume, Ph. Bastien Soleil

Femminile, vulnerabilità e potere autentico

La tua ricerca sembra intrecciare in modo molto raffinato forza e vulnerabilità, controllo e abbandono — temi spesso centrali anche nel racconto del femminile contemporaneo. In che modo HypnoInFlow© diventa uno spazio sicuro dove queste polarità possono coesistere e trasformarsi in potere autentico?

HypnoInFlow©️ è uno spazio in cui forza e vulnerabilità non si escludono, ma si sostengono a vicenda. Il corpo diventa un luogo sicuro perché non viene giudicato, corretto o interpretato dall’esterno.

Il controllo non viene negato, ma ammorbidito; l’abbandono non è perdita di potere, ma accesso a una potenza più sottile. Questo è fondamentale nel lavoro con il femminile — inteso non come genere, ma come dimensione dell’essere: quella che accoglie, cura, sente, contiene e si espande.

È una liberazione che avviene attraverso il movimento. Inizi a muoverti fuori, ma la vera danza accade dentro.

E ciò che emerge sorprende ogni volta.

Valeria Bonalume, ph. Annachiara Ferretti

Una visione che va oltre l’individuo

Dal sito emerge HypnoInFlow© come un metodo vivo, adattabile, capace di dialogare con contesti diversi: individui, gruppi, spazi, persino mondi creativi e aziendali. Guardando al futuro, immagini HypnoInFlow© come un’esperienza sempre più intima o come un nuovo linguaggio del corpo capace di entrare nella cultura contemporanea?

Immagino HypnoInFlow©️ come entrambe le cose: un’esperienza intima e un nuovo linguaggio del corpo.

Intima perché il lavoro è sempre personale; linguaggio perché ciò che accade dentro di noi genera una risonanza che va oltre l’individuo.

Viviamo un momento storico in cui sempre più persone sentono il bisogno di spostare lo sguardo dall’esterno all’interno, di comprendere cosa le muove davvero.

HypnoInFlow©️ nasce da questa consapevolezza: non siamo solo corpo, ma coscienza in espansione.

È un metodo vivo perché non impone una forma, ma attiva un processo. Per questo può dialogare con mondi creativi, artistici, educativi, aziendali, lavorando sulla qualità dello stato interno, sull’ascolto e sulla presenza.

Non è insegnamento, né guida.

È un invito.

A esplorare.

A sentire.

A andare oltre i limiti in cui spesso ci sentiamo stretti.

Info: https://www.valeriabonalume.it/

IG: @valeriabonalume

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