Posted on: Aprile 17, 2026 Posted by: Redazione Comments: 0

Milano è una città che anticipa, più che inseguire. Alcuni progetti riescono a intercettare questo movimento prima ancora che diventi evidente, definendo un’estetica e un ritmo che poi si diffondono nel resto della stagione. Martini Icons, la mostra fotografica firmata da Agostino Perrone e curata da Belvedere Vodka, appartiene a questa categoria: non solo un evento, ma un dispositivo culturale capace di mettere in relazione linguaggi diversi.

Sono sempre stata convinta del profondo legame tra arte e mixology… Martini Icons racchiude l’essenza del drink più iconico di sempre, esprimendo al massimo il potenziale di Belvedere 10,” racconta Flavia Di Giustino, Senior Brand Manager del portafoglio Spirits di Moët Hennessy Italia.

Per Perrone, la questione è ancora più ampia: “Il Martini è molto più di un cocktail: è un codice.

Un’icona che evolve

Le fotografie costruiscono un racconto visivo che si muove tra dettaglio e astrazione. Il Martini viene scomposto e ricostruito, diventando segno, simbolo, linguaggio. Non più oggetto da consumare, ma esperienza da attraversare.

Una serata tra insider

La serata inaugurale ha restituito con chiarezza questa dimensione. Un pubblico selezionato — tra creativi, professionisti e appassionati — ha preso parte a un’esperienza costruita con attenzione, dove ogni elemento contribuiva a definire il tono complessivo.

Le degustazioni, pensate come estensione del percorso visivo, hanno accompagnato il racconto senza mai sovrastarlo. Dal più sperimentale Landscape Martini al più essenziale Luxury Martini, ogni interpretazione ha aggiunto un livello di lettura.

Oltre l’evento

In un momento in cui l’esperienza tende spesso a essere sovraccarica, Martini Icons sceglie una strada diversa: quella della misura, della precisione, della coerenza.

Fino al 19 aprile, Casa Sofia diventa così uno spazio da attraversare con attenzione, dove estetica e rituale trovano un nuovo equilibrio.

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