Posted on: Gennaio 15, 2026 Posted by: Redazione Comments: 0

Firenze, capitale internazionale della moda maschile, si conferma ancora una volta palcoscenico privilegiato per raccontare l’evoluzione dello stile contemporaneo. In occasione di Pitti Uomo Fall/Winter 2026–27, Mulish ha scelto di andare oltre la semplice presentazione di una collezione, firmando un evento esclusivo che ha trasformato il cuore della città in un racconto di eleganza, lifestyle e visione.

Mercoledì 14 gennaio, tra Piazza degli Strozzi e il Colle Bereto, il brand ha animato una serata di grande impatto, registrando una partecipazione trasversale e qualificata tra pubblico e addetti ai lavori. Un momento chiave che consolida la presenza di Mulish a Pitti Uomo e ne sottolinea la maturità creativa, forte di quasi trent’anni di storia Made in Italy.

Tra moda, spettacolo e lifestyle

A testimoniare il forte legame del brand con il mondo dello showbiz e dell’estetica contemporanea, una parata di special guest che ha reso la serata ancora più iconica: Raoul Bova, Maria Grazia Cucinotta, Nicolò De Devitiis, Edoardo Stoppa, Juliana Moreira, il mago Jey Lillo, Gigi D’Alessio e il judoka Marco Maddaloni. Presenze che raccontano un’idea di stile trasversale, capace di parlare a mondi diversi mantenendo una cifra coerente e riconoscibile.

L’esperienza è stata ulteriormente elevata da un corner gastronomico d’eccellenza, dedicato ai crudi e curato dal ristorante Punto Nave, riconosciuto come miglior ristorante d’Italia da quattro anni consecutivi. Un dialogo naturale tra gusto e moda, in perfetta sintonia con i valori di ricerca, qualità e attenzione al dettaglio che definiscono l’identità Mulish.

Una visione che nasce a Napoli e guarda al mondo

Fondata nel 1997 a Napoli dalla visione di Daniele Gervasio, fondatore e direttore creativo, Mulish è oggi una realtà internazionale capace di evolversi senza perdere il legame con le proprie radici sartoriali partenopee. Un equilibrio che trova piena espressione nella collezione FW 2026–27, concepita come un racconto fluido e coerente in cui la sartoria incontra l’outerwear, ridefinendone i codici.

La Field Jacket come manifesto di stile

Protagonista assoluta della stagione è la Field Jacket, vero e proprio capo-manifesto della collezione. Un’icona funzionale reinterpretata attraverso costruzioni sartoriali, volumi calibrati e materiali tecnici di nuova generazione. Antivento, traspirante, essenziale nelle linee ma ricca di dettagli, la Field Jacket Mulish diventa simbolo di un’eleganza in movimento, pensata per accompagnare l’uomo contemporaneo tra lavoro, viaggio e tempo libero.

Accanto a lei, il doppiopetto torna a essere espressione di un’eleganza consapevole, mentre le overshirt ibride, ispirate alla sahariana, fondono la praticità dell’utility wear con la raffinatezza della giacca sartoriale. Capi versatili, indossabili come outerwear o inseriti in un completo formale, che rispondono a un’esigenza sempre più attuale: vestire con autenticità, senza rinunciare alla qualità.

Identità, testimonianze e futuro

Nel tempo Mulish ha costruito un’immagine forte anche grazie a testimonial d’eccezione come Gabriel Garko e Carlo Ancelotti, simboli di carisma ed eleganza internazionale. Il brand è stato inoltre sponsor ufficiale dell’Udinese Calcio, rafforzando il dialogo tra moda, sport e lifestyle e affermandosi come uno dei partner fashion più rilevanti della Serie A.

«Mulish è cresciuta partendo da una dimensione artigianale fino a diventare una realtà internazionale con oltre 400 collaboratori, mantenendo salde le proprie radici e investendo costantemente in prodotto, immagine ed eventi. Il nostro obiettivo è continuare a portare la sartorialità napoletana nel mondo, evolvendola senza mai tradirne l’essenza», ha dichiarato Daniele Gervasi. Il successo dell’evento fiorentino apre ora a nuovi appuntamenti, eventi e sfilate esclusive che accompagneranno Mulish verso la presentazione ufficiale della collezione Fall/Winter 2026–27, segnando l’inizio di una nuova fase del percorso creativo del brand e confermandone con forza la vocazione internazionale.

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